A Room of One’s Own – Virginia Woolf

Una stanza tutta per sè

 

Capitolo I

A Woolf è stato chiesto di parlare riguardo all’argomento “le donne e il romanzo”. La sua tesi è che una donna deve avere del denaro e una stanza per sé se vuole scrivere romanzi. Lei spera che le sue riflessioni possano gettare un po’ di luce sulla natura della donna e del romanzo. Questo saggio è un tentativo di spiegare come Woolf sia arrivata a questa tesi.

La narratrice siede ad Oxbridge (un’università inventata) pensando all’argomento “le donne e il romanzo”. Camminando, i suoi pensieri vengono interrotti da una guardia universitaria che le ricorda che le donne non possono camminare sull’erba.

Tornando sul sentiero di ghiaia, circondata da bellezza e tranquillità, la narratrice ricorda un saggio di Charles Lamb. Vuole andare a vedere il manoscritto nella biblioteca, ma le viene detto che le donne sono ammesse in biblioteca solo se accompagnate da un universitario o da una lettera d’introduzione. Lei arrabbiata dice che non chiederà mai più l’ospitalità della biblioteca.

Distratta dal suono musicale dell’organo, guarda un gruppo di studenti che si raduna in una cappella. Lei vede l’università come una sorta di laboratorio o di museo e i suoi abitanti come una strana specie che non hanno posto nella vita di tutti i giorni. Tutti vanno velocemente all’interno e lei rimane fuori, provando una sensazione di esclusione.

La narratrice poi riflettere riguardo la storia dell’università pensando in particolare ai materiali, al lavoro e ai soldi grazie ai quali essa venne fondata e mantenuta.

Lei descrive il pranzo a cui prese al collegio, dove il vino, il dolce e la buona compagnia creano un senso di abbondanza e ottimismo.

La sua attenzione poi viene attratta dalla vista di un gatto senza coda che la guarda in modo strano. La vista di questo animale le dà un sentimento strano, come se qualcosa mancasse a questo pranzo.

Per capire questo sentimento di mancanza la narratrice pensa a una scena di un simile pranzo prima della guerra, ad una situazione simile ma allo stesso tempo diversa.

Lei parla del cambiamento nei tipi di conversazioni che le persone avevano prima della prima guerra mondiale e il tipo di poesia che scrivevano e osserva che c’è stato un grande cambiamento.

Le vedute romantiche di Tennyson o di Rossetti non sembrano più possibili. La differenza è che quella poesia celebra sentimenti che uno aveva per esempio in pranzi come quello prima della guerra. La nuova poesia tuttavia esprime sentimenti e emozioni nuove che I lettori non riescono a comprendere con la stessa familiarità. Questa è la difficoltà della nuova poesia. Mentre pensa a questo problema la narratrice si dimentica di svoltare a Fernham, che rappresenta una nuova istituzione di collegio femminile.

La narratrice descrive un pasto a Fernham che paragonato a quello del giorno precedente è molto povero.

La conversazione non è profonda e la narratrice si ritira la stanza della sua amica Mary Seton con un sentimento di tristezza. Loro discutono riguardo al college femminile appena fondato che aveva richiesto grandi sacrifici per avere abbastanza supporto finanziario e politico. Ciò contrasta molto con la storia delle università maschili che hanno ricevuto molti supporti nel corso dei secoli.

La narratrice si chiede perché le donne siano state sempre così povere, pensando a come le cose sarebbero potute andare diversamente se sono la signora Seton, sua madre e sua nonna avessero imparato l’arte di fare soldi e avessero lasciato i soldi per educazione delle loro figlie. Deve ammettere tuttavia che sarebbe servito un grande sacrificio.

Inoltre la legge e le usanze facevano in modo che le donne non possedessero nessuna proprietà; loro stesse erano considerate una proprietà.

 

 

CAPITOLO II

La scena passa da Oxbridge a Londra dove la narratrice siede in una stanza cercando di scrivere riguardo alle donne e il romanzo. Pensa alle domande che si era già chiesta il giorno precedente a Oxbridge (perché gli uomini bevono il vino e le donne acqua? Perché un sesso è stato sempre così ricco e l’altro così povero? Che effetti ha la povertà sul romanzo? Quali condizioni sono necessarie per la creazione di un’opera d’arte?) e poi decide di andare al British Museum per cercare l’essenza della verità. Guarda il catalogo della libreria del museo cercando libri che riguardassero le donne e si sorprende di quanti siano stati scritti e in quante discipline. Inoltre scopre che non esiste un archivio tale riguardante gli uomini.

Selezionando alcuni di questi libri, trova molte opinioni a riguardo e alla fine si stoppa leggendo la frase di un professore riguardante l’inferiorità morale, fisica e mentale delle donne. La narratrice decide che questi studi erano stati condotti alla luce dell’emozione e non alla luce della verità. La narratrice si chiede perché sono arrabbiati. Lei intuisce una serie di motivazioni che stanno alla base di questo problema e decidere che gli scolari di sesso maschile sono stati sempre meno interessati all’inferiorità della donna piuttosto che al prevenire il loro senso di superiorità è che le donne sono servite come specchio agli uomini per secoli.

A questo punto la narratrice viene interrotta dalla necessità di pagare il conto. Lei coglie l’opportunità di informarci che le è stata lasciata un’eredità di 500 pounds l’anno da sua zia, Mary Beton. Lei si ricorda che alle donne era permesso votare, ma osserva che la eredità era più importante nell’assicurare la sua libertà; infatti lei non doveva più lavorare per vivere e ciò le permise di perdonare gli uomini per la loro ingiustizia nei confronti delle donne e vedere anche gli uomini come vittime dell’educazione e della cultura. Infine, la libertà finanziaria richiede la libertà di pensare le cose per come erano.

Ritornando a casa la narratrice si ritrova in un ambiente domestico. Lei pensa che sia quasi impossibile dire se i lavori svolti dalle donne siano più o meno importanti di quelli gli uomini. La questione non ha risposte: il valore del lavoro cambia da decennio a decennio. Lei immagino un futuro nel quale non ci sarà una divisione del lavoro basata sul sesso. Infine, si chiede che cosa c’entra tutto ciò con l’argomento iniziale, le donne e il romanzo.

 

 

Capitolo III

La narratrice torna a casa delusa poiché non ha trovato delle verità dalle sue le ricerche alla British library. È arrivata a un punto della storia nella quale dice che non ci sono più opinioni ma fatti. Come punto d’inizio sceglie di guardare le vite di donne inglesi durante il periodo elisabettiano, un’era di grandi risultati ma solo sul fronte maschile.
Questa reticenza riguardo l’argomento femminile stride con la prevalenza di letteratura, di complessi e di forti personaggi femminili dai tempi antichi ad oggi.

“Sarebbe stato impossibile per ogni donna aver scritto i drammi di Shakespeare nell’età di Shakespeare”, conclude la narratrice. Per dimostrare questa affermazione, crea il personaggio immaginario di Judith Shakespeare. Judith è dotata, forse, come suo fratello, ma non riceve alcuna istruzione. La sua famiglia si aspettache ella si conformi al suo ruolo sociale che non lascia spazio per lo sviluppo del suo talento; Judith scrive, in segreto, ma nasconde o brucia il suo lavoro per timore. Quando dice di non volere sposarsi, è castigata e picchiata da suo padre. Dopo questo se ne va via, vuole recitare, ma incontra il rifiuto. Infine viene accettata dal direttore di un teatro ma viene messa incinta e si suicida.

Inoltre la narratrice dice che comunque era impensabile che ogni donna al tempo di Shakespeare avesse il suo stesso genio e sicuramente non quello che l’avrebbe fatta diventare una grande scrittrice poiché il genio non nasce tra persone servili e non educate ad eccezione di poche persone- A quei tempi, il genio generava streghe e lunatiche tra donne e anche “l’anonimità” era una caratteristica della donna.

Dopo aver esplorato i conflitti interiori che dovevano provare donne dotate durante il Rinascimento, la narratrice si chiede “qual è lo stato mentale migliore per l’atto di creazione artistica?”; si meraviglia di fronte alla difficoltà di produrre un lavoro intellettuale e osserva che le circostanze generalmente cospirano contro questo. Come ostacolo cita l’indifferenza di gran parte del mondo, l’abbondanza di distrazioni e l’esistenza di varie forme di scoraggiamento. Ciò vale per tutti gli artisti, ma molto di più per le donne. Una donna non avrebbe nemmeno potuto avere una stanza per sé stessa, a meno che i suoi genitori erano molto ricchi. Le artiste sono particolarmente suscettibili allo scoraggiamento e vulnerabili alle opinioni degli altri. La narratrice dice che nella mente dell’artista non ci debba essere alcun ostacolo.

 

 

Capitolo IV

Continua tracciando la graduale uscita di alcune scrittrici da quel terribile passato. Le prime erano donne aristocratiche, che avevano non solo le risorse per avere del tempo da dedicare alla scrittura ma anche per sfidare la disapprovazione del pubblico (come Lady Winchilsea); tuttavia nelle sue poesie poneva l’indignazione nei confronti della posizione della donna. Successivamente Wolf analizza l’opera di Margaret di Newcastle che passava il suo tempo a scarabocchiare cose senza senso; come Lady Winchilsea era un’aristocratica, non aveva figli. Le lettere di Dorothy Osborne, indicano uno sdegno nei confronti delle donne che scrivono e allo stesso tempo presentano un certo dono verbale.

Con Aphra Ben la narratrice trova un punto di svolta: una donna della middle class che viveva grazie alla sua scrittura. Nel tardo Diciottesimo secolo ci fu una folla di donne che seguì il suo esempio e ciò preparò il terreno per Jane Austen e George Eliot.

Perché tutte queste donne scrivevano romanzi? La narratrice illustra diverse ragioni per le quali le donne del Diciannovesimo secolo erano attratte dal romanzo. Per prima cosa, queste donne scrivevano nel salotto, uno spazio condiviso e il romanzo era sintomo più della poesie di questo clima di distrazione. Inoltre, l’educazione che la donna del Diciannovesimo secolo riceveva nello studiare personaggi e comportamenti sarebbe stata di grande vantaggio nella sua opera ed era principalmente applicabile al romanzo.

Emily Bronte sarebbe stata una migliore poeta drammatica, Eliot era per natura una storica o biografa e tuttavia queste donne scrissero romanzi. È risaputo che Jane Austen nascondeva il suo lavoro quando qualcuno entrava nella stanza, ma i suoi romanzi sono scritti senza odio, senza paura e senza protesta.

Charlotte Bronte probabilmente era più dotata di Austen ma la sua scrittura portava le cicatrici delle sue ferite personali.

Solo Austen e Emily Bronte erano riuscite a ottenere un risultato miracoloso, mantenendo la loro integrità nei confronti delle critiche e dell’opposizione.

La mancanza di una tradizione letteraria è, secondo la narratrice, il più grande ostacolo per le scrittrici del Diciannovesimo secolo e questa potrebbe essere un’altra spiegazione per l’utilizzo del romanzo.

 

 

Capitolo V

Guardando tra gli scaffali la narratrice si rende conto che le donne stanno scrivendo quasi nella stessa quantità degli uomini e non solo romanzi. Ci sono libri i cui soggetti non avrebbero potuto essere trattati da una donna nella generazione precedente. La narratrice cita il romanzo “Life’s Adventure” di Mary Carmichael che scriveva in maniera totalmente diversa rispetto a Jane Austen, rompendo la frase e la sequenza. Ma la sua vera innovazione sta nella frase “A Chloe piaceva Olivia”; infatti la letteratura fino a quel momento raramente aveva presentato una relazione tra donne, le donne infatti erano sempre considerate, almeno fino al Diciannovesimo secolo, solo in relazione all’uomo. Inoltre in questo romanzo le donne hanno anche interessi fuori dalla loro casa; Chloe e Olivia lavorano assieme in un laboratorio, che cambia di molto il modo in cui loro possano essere amiche; la narratrice comincia a pensare che sia successo un grande cambiamento poiché se a Chloe piace Olivia e Mary Charmichael riesce a esprimere tutto ciò, può aprire una strada che non ha mai ancora percorso nessuno.

Tuttavia Mary non rappresenta il culmine dello sviluppo letterario che la narratrice ha in mente, poiché le scrittrici dovranno dire la verità riguardo alle donne ma anche una parte di verità riguardo agli uomini. La narratrice conclude dicendo che tra cento anni, con 500 sterline e una stanza per sé, questa May Charmichael sarà una poetessa.

 

 

Capitolo VI

La narratrice comincia a giocare con una teoria riguardante l’unificazione dei sessi – simile alla teoria di Coleridge della mente androgina che ha caratteristiche sia maschili che femminili. Questo tipo di mente sarebbe creativa per natura come quella di Shakespeare.

In contrasto, Woolf vede la sue epoca come fortemente sessualmente conscia, in cui gli uomini avevano un gran desiderio di imporsi, come nel romanzo di Mr. A. “Virility has become self-conscious”.

La narratrice dice che  la libertà intellettuale dipende da cose materiali e la poesia dipende da libertà intellettuale e le donne sono sempre state povere, fin dall’inizio dei tempi e non hanno mai avuto alcuna possibilità di scrivere poesia. Inoltre Woolf vuole stimolare i suoi lettori a scrivere non solo romanzi ma libri di ogni tipo. Le donne dovrebbero vedere i loro lavori non in modo indipendente, ma come parte della preparazione per le scrittrici che devono ancora venire.

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