Bonjour, mon petit père! – Victor Hugo

Lei aveva l’abitudine quando era una bambina
di venire un po’ nella mia camera ogni mattina.
Io la attendevo così come un raggio di sole in cui si spera;
Lei entrava e diceva: Buongiorno, mio piccolo papà!
Prendeva la mia piuma, apriva i miei libri, si sedeva
sul mio letto, disordinava le mie carte, e rideva
poi improvvisamente se ne andava come un uccello che passa.
Allora io riprendevo, con la testa un po’ meno stanca,
la mia opera interrotta, e immerso nella scrittura,
tra i manoscritti ritrovavo spesso
qualche schizzo che lei aveva disegnato,
e varie pagine bianche sgualcite dalle sue mani
dove, non so come, mi uscivano i più dolci versi.
Era uno spirito ancor prima d’essere donna.
Il suo sguardo rifletteva la limpidezza della sua anima.
Lei mi consultava su tutto in qualsiasi momento.
Oh! quante sere d’inverno radiose e affascinanti
passate a studiare lingue, storia e grammatica,
i miei quattro figli raggruppati sulle mie ginocchia, la loro madre
accanto a noi, chiacchierava con qualche amico davanti al fuoco!
Io chiamo questa vita “accontentarsi di poco”!
Eppure lei è morta! Ahime! Che Dio m’assista!
Non ero mai felice quando la sapevo triste;
ero cupo nel mezzo del più gioioso ballo
se avevo visto qualche ombra nei suoi occhi.

2 Responses to Bonjour, mon petit père! – Victor Hugo

  1. Salvo ha detto:

    bello

  2. Salvo ha detto:

    INCREDIBILE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*