The Cry of the Children – Elizabeth Barrett Browning

Lo sentite il pianto dei bambini, O miei fratelli,
prima che la tristezza arrivi con gli anni?
Essi appoggiano le loro giovani teste contro le loro madri,
e questo non ferma le loro lacrime.
I piccoli agnelli belano nei prati,
i giovani uccelli cinguettano nel nido,
i giovani cerbiatti giocano con le ombre,
i fiorellini si piegano verso ovest-
Ma i giovani, giovani bambini, O miei fratelli,
piangono amaramente!
Piangono nella ricreazione degli altri,
nel paese della libertà (Inghilterra).

Chiedete ai giovani bambini che provano tristezza
perchè le loro lacrime cadono in questo modo?
L’anziano può piangere per il suo domani
che è perduto nel Lungo Passato;
l’antico albero è senza foglie nella foresta,
l’anno passato sta terminando nella brina,
l’antica ferita, se toccata, è quella che duole ancora,
l’antica speranza è la più dura da perdere:
ma i giovani, giovani bambini, O miei fratelli,
avete chiesto loro perchè
piangono così amaramente davanti ai petti delle loro madri,

nella nostra felice Patria?
Essi guardano in sù con i loro visi pallidi e smunti,
e il loro aspetto è triste a vedersi,
perchè la vecchia angoscia dell’uomo disegna e preme
le guance dell’infanzia;
“La tua antica terra,” dicono, “è molto cupa,”
“I nostri giovani piedi,” dicono, “sono molto deboli;
pochi passi abbiamo fatto, eppure siamo stanchi-
la nostra tomba del riposo è molto lontana da cercare:
chiedi agli anziani perchè piangono, e non ai bambini,
perchè la terra fuori è fredda,
e noi giovani stiamo fuori, nel nostro essere sconcertati,
e le tombe sono solo per i vecchi”.

“Vero,” dicono i bambini, “può succedere che moriamo prima del tempo:
la piccola Alice è morta lo scorso anno, la sua tomba ha la forma
di una palla di neve, nel ghiaccio.
Noi guardammo nella fossa preparata ad accoglierla:
non c’era spazio per alcun lavoro nell’argilla compatta!
Dal sonno nel quale ella giace nessuno la sveglierà,
piangendo, “alzati Alice, è giorno.”
Se ascolti vicino a quella tomba, nel sole e pioggia,
col tuo orecchio poggiato a terra, la piccola Alice non piange più;
se potessimo vedere il suo viso, di sicuro non potremmo riconoscerla,
perchè il sorriso ha tempo di crescere nei suoi occhi:
e i suoi momenti proseguono felici, cullata e accolta
nel sudario vicino alla campana della chiesa.
è bello quando accade,” dicono i bambini,
“che moriamo prima del tempo.”

Ahimè, ahimè, i bambini! Essi cercano
la morte in vita, come la migliore cosa da avere:
fasciano i loro cuori affinchè non si rompano,
con bende provenienti dalla tomba.
Uscite, bambini, dalla miniera e dalla città,
cantate, bambini, come i piccoli tordi fanno;
strappate a mani piene i fiori spontanei dei prati,
ridete forte, nel sentire le vostre dita passare attraverso essi!
Ma essi rispondono, “i fiori dei prati
sono come le nostre erbacce vicino la miniera?
Lasciateci in pace nell’oscurità delle ombre del carbone,
lontani dai vostri piaceri coloriti e belli!”

“Perchè,” dicono i bambini, “siamo stanchi,
e non possiamo correre o saltare;
se ci interessassimo dei prati, sarebbe solo
per buttarci su di essi e dormire.
Le nostre ginocchia tremano dolorosamente piegandosi,
cadiamo di faccia, cercando di andare avanti;
e, sotto le nostre pesanti palpebre che si chiudono,
il fiore più rosso sembra pallido come la neve.
Perchè, tutto il giorno, trasciniamo il nostro fardello
attraverso il sottosuolo nero come carbone;
oppure, tutto il giorno facciamo girare le ruote di ferro
nelle fabbriche che girano e girano.

“Perchè, tutto il giorno, le ruote ronzano, girano;
il loro vento arriva sulle nostre facce,
finchè i nostri cuori girano, le nostre teste con pulsazioni ardono,
e i muri girano al loro posto:
il cielo nell’alta finestra vuota e ondeggiante gira,
la lunga striscia di luce che cade lungo il muro gira,
e le mosche nere che ronzano sul soffito girano,
tutto gira, tutto il giorno, e noi con questo tutto.
E tutto il giorno, le ruote di ferro ronzano,
e a volte possimo pregare,
“o voi ruote,” (prorompendo in un folle movimento)
“fermatevi! Siate silenziose per oggi!”

Si, siate silenziose! Fateli sentire l’un l’altro respirare
per un momento, bocca a bocca!
Lasciateli toccarsi l’un l’altro le mani, in un fresco intrecciarsi
nella loro tenera giovinezza!
Lasciateli sentire che questo movimento freddo e metallico
non è tutta la vita che Dio ha modellato o rivelato:
lasciate che scontrino le loro anime contro la realtà
che loro vivono in voi, o sotto di voi, ruote!
Oppure, tutto il giorno, le ruote di ferro vanno avanti,
macinando completamente vite;
e le anime dei bambini, che Dio chiama verso il sole,
girano ciecamente nel buio.

Ora dì al povero piccolo bambino: fratelli miei,
guardate sù verso di Lui e pregate;
così colui che è benedetto e che benedice tutti gli altri,
li benedirà un altro giorno.
Essi rispondono, “chi è Dio che dovrebbe ascoltarci,
mentre il movimento delle ruote di ferro è prodotto?
Quando singhiozziamo, le creature umane vicino a noi
ci passano accanto, non sentendo, o non rispondono.
E noi non sentiamo (perchè le ruote nel loro rumore)
stranieri che parlano alla porta:
è probabile che Dio, con gli angeli che cantano attorno a lui,
non ci senta più piangere?

Ci ricordiamo, in verità, due parole di preghiera,
e a mezzanotte (ci ricordiamo) la paura,
“Padre nostro,” guardando in su nella stanza,
chiediamo silenziosamente protezione.
Non conosciamo parole eccetto “Padre nostro”.
E noi pensiamo che, tra le pause dei canti degli angeli,
Dio possa coglierle nel dolce silenzio,
e le tenga entrambe nella Sua mano destra che è forte.
“Padre nostro!” Se Egli ci ascolta, Egli sicuramente ci risponderebbe
(perchè Lo chiamano buono e mite),
sorridendo verso la profondità del mondo con grande purezza,
“vieni e riposa con me, bambino mio.”

“Ma, no!” dicono i bambini, piangendo sempre di più,
“Egli è muto come una pietra:
e ci dicono che la Sua immagine sia la padrona
che ci ordina di lavorare.
Vattene!” dicono i bambini, -“su nel Cielo,
scuro, pieno di ruote, tutto ciò che troviamo sono nuvole che girano.
Non prendeteci in giro; il dolore ci ha resi incapaci di credere:
noi cerchiamo Dio, ma le lacrime ci hanno resi ciechi.”
Sentite i bambini che piangono e negano,
O miei fratelli, mentre voi predicate?
Perchè l’esistenza di Dio è insegnata dal Suo amorevole mondo,
e i bambini dubitano di entrambi.

E i bambini possono piangere prima di te!
Sono stanchi prima di correre;
non hanno mai visto la luce del sole, ne la gloria
che è più splendente del sole.
Conoscono il dolore dell’uomo, senza la sua saggezza;
Sprofondano nella disperazione dell’uomo, senza la sua calma;
sono schiavi, senza la libertà nella Cristianità,
sono martiri, senza la palma (simbolo del martirio):
sono consumati come nella vecchiaia, irrecuperabili,
il raccolto dei loro ricordi non può essere mietuto, –
sono orfani dell’amore terrestre e celestiale.
Lasciali piangere! Lasciali piangere!

Loro guardano in su con i loro visi pallidi e smunti,
il loro aspetto è spaventoso da vedere,
perchè loro vi rammentano dei loro angeli nel cielo,
con gli occhi rivolti verso le divinità.
“Per quanto,” dicono, “per quanto, O crudele nazione,
ti baserai, per cambiare il mondo, sul cuore di un bambino, –
soffocherai con un calcagno corazzato le sue palpitazioni,
e procederai verso il tuo trono nella società?
Il nostro sangue schizza verso l’alto, O nazione ammucchiatrice d’oro,
e il tuo color porpora mostra il tuo passo!
Ma in silenzio il singhiozzo del bambino maledice più profondamente
dell’ira di un uomo arrabbiato.”

3 Responses to The Cry of the Children – Elizabeth Barrett Browning

  1. zh.yelp.com.hk ha detto:

    Very great post. I simply stumbled upon your weblog and wished to mention that
    I have truly enjoyed surfing around your weblog posts.
    In any case I will be subscribing for your rss feed and
    I am hoping you write again soon!

  2. Alexandra ha detto:

    Good blog you have here.. It’s difficult to find quality writing like yours these
    days. I truly appreciate people like you! Take care!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*