Holz und Späne – Ingeborg Bachmann

Legno e schegge 

 

Voglio tacere riguardo ai calabroni

Poiché sono facili da riconoscere.

Anche le rivoluzioni in corso

Non sono pericolose.

La morte in seguito al rumore

È decisa da sempre.

 

Tuttavia all’effimerità e alle donne

Stai attento, ai cacciatori domenicali,

ai cosmetisti, agli indecisi, alle persone gentili,

feriti da nessun disprezzo.

 

Portiamo rami e tronchi fuori dal bosco

E il sole non nasce per lungo tempo.

Inebriata dalle sequele cartacee,

non riconosco più i rami,

né il muschio, spuntato in tinte più scure,

né la parola, incisa nella corteccia,

pura e temeraria.

 

Consumo di fogli, cartigli,

manifesti neri … Giorno e notte

trema, sotto questa e quella stella,

la macchina del sapere. Ma nel legno,

nel tempo in cui è ancora verde, e con la bile,

nel tempo in cui è ancora amara, io sono

disposta a scrivere, quello che c’era all’inizio!

 

Guardate, di rimanere svegli!

 

La traccia delle schegge, che volano, segue

Lo sciame dei calabroni, e alla fontana

Si oppone alla tentazione,

che un tempo ci ha indeboliti,

i capelli.

 

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