Im Grase – Annette von Droste

Dolce pace, dolci vertigini nell’erba,
Avvolta dagli aromi delle erbe,
Profondo flusso, profondo ebbro flusso,
Quando la nuvola si sfalda nell’azzurro,
quando su stanche teste ondeggianti
un sorriso dolce scende,
una cara voce fruscia e gocciola,
come il fiore di tiglio su una tomba.

Quando nel petto i morti poi
ciascun cadavere si stira e muove,
piano piano respira,
muove le ciglia chiuse,
amore morto, desiderio morto, tempo morto,
Tutti i tesori dispersi nella terra,
Si toccano con un suono timido,
come le campane suonate dal vento.

Ore, più passeggere del bacio
di un raggio su un mare in lutto,
Del canto di un uccello che passa,
Che gocciola giù dall’alto.
Del lampo di un maggiolino velocissimo
Quando attraversa un sentiero di sole,
Più della sfuggevole stretta di una mano,
Che indugia per l’ultima volta.

Tuttavia, oh cielo, (dammi) soltanto
Questa cosa: per il canto
Di ciascun uccello libero nel cielo
Un’anima, che passi con lui,
Soltanto per ciascun misero raggio
Il mio orlo colorato e luminoso,
Per ciascuna mano calda la mia stretta
E per ciascuna gioia un sogno.

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