The Rape of the Lock – Alexander Pope

Canto I

Il canto I inizia con un passaggio che ci indica la materia del poema e con l’invocazione alla Musa.
Poi il sole (”Sol”) appare per far cominciare la rilassata routine della mattinata di una ricca famiglia.
I cagnolini si svegliano,le campane iniziano a suonare e benché sia tardi, Belinda continua a dormire. Lei stava sognando e veniamo a conoscenza del fatto che il sogno è stato mandato dal suo Silfo guardiano Ariel. Il sogno riguarda una bellissima giovane che è protetta da innumerevoli spiriti – un esercito di spiriti sovrannaturali che una volta vivevano sulla Terra come donne umane. Loro sono i guardiani invisibili della castità femminile, sebbene il merito spesso venga dato erroneamente all’ ”onore” piuttosto che alla protezione divina. Di tutti questi spiriti, un gruppo particolare, i Silfi che vivono nell’aria hanno il compito di guardiani personali di Belinda; loro sono devoti, come amanti, a ogni donna che ”rifiuta l’umanità”, e capiscono e ricompensano le vanità di un’elegante e superficiale lady come Belinda. Ariel, il capo di tutti i protettori di Belinda, la ammonisce nel suo sogno che un terribile evento le accadrà quel giorno ma non le può dire nulla nei particolari se non che lei debba stare attenta a un uomo (”Beware of Man!”); a questo punto Belinda si sveglia, leccata dai cagnolini.

Con la consegna di una lettera d’amore (Billet-doux) si dimentica del suo sogno. Successivamente si avvicina al suo tavolo da vestiario e comincia un elaborato rituale di dressing, nella quale la sua immagine nello specchio è descritta come una ”immagine divina” (heavenly image), una dea. I Silfi, invisibili, assistono al suo cambiamento mentre si prepara per le attività giornaliere.

 

COMMENTO
L’apertura del poema determina il suo stile finto-eroico. Pope introduce il soggetto epico tradizionale di amore e guerra e include un’invocazione alla Musa e la dedica all’uomo (John Caryll) che commissionò il poema.
Già il tono indica che la grande seriosità di questi temi tradizionali aveva subito una diminuzione. Il secondo verso conferma esplicitamente ciò che il primo verso aveva già suggerito: le ”cause d’amore” che il poema descrive non possono essere paragonate ai grandi amori degli eroi greci, piuttosto rappresentano un’immagine triviale di quell’emozione.
I contenuti a cui allude Pope si dimostreranno seri solo in senso ironico.
Essi sono giochi di carte e liti d’amore, non le grandi battaglie della tradizione epica.
Belinda non è come Elena di Troia, la donna che fece cominciare una guerra ma piuttosto una donna che, sebbene molto bella, stimola a un fatuo nonsense.
I primi due paragrafi sottolineano l’inapproprietezza comica dello stile epico al soggetto.
Pope raggiunge questa discrepanza nel livello di verso – metà verso; il lettore deve soffermarsi sull’incompatibilità tra le due facce della stessa formulazione.
Questo in questo mondo, è un ”piccolo uomo” che ”si impegna in compiti ardui”; e un ”tenero cuore” è il luogo dove dimora una ”rabbia potente”. In questa sorprendente sovrapposizione della bellezza e del magnifico, il primo è reale e il secondo è ironico. Nella finta epica l’alto stile eroico lavora non per dare dignità al soggetto, bensì per ridicolizzarlo.
L’ironia di base dello stile supporta la sostanza del poema satirico, che attacca gli incauti valori di una società che prende questioni di poco conto per questioni serie mentre fallisce di partecipare a questioni di grande importanza.

Con il sogno di Belinda Pope introduce la ”machinery” del poema – i poteri sovrannaturali che influenzano l’azione da dietro le quinte. Qui gli spiriti che si occupano di Belinda sembrano imitare gli dei della tradizione greca e romana, che a volte sono buoni e a volte cattivi, ma sempre coinvolti in vicende terrene.
Lo schema fa anche uso di altre antiche gerarchie e sistemi di ordine. Ariel spiega che gli spiriti delle donne, quando muoiono, ritornano al loro primo elemento.
Qualsiasi tipo di personalità femminile (corrispondente ciascuno a uno dei quattro tipi di umore) è convertito in un particolare tipo di folletto.
Questi gnomi, silfi, salamandre e ninfe, a turno sono associate con i quattro elementi della terra, aria, fuoco e aria. I silfi sono quelli che nella loro vita furono ”light Coquettes” (leggere civette); loro hanno una preoccupazione particolare per Belinda, perchè lei è una di questo tipo, e questo sarà l’aspetto della natura femminile con il quale il poema legato.
Tuttavia, Pope inizia già a tratteggiare il personaggio della COQUETTE in questo canto iniziale. Lui fa un ritratto indirettamente, attraverso le caratteristiche dei Silfi, piuttosto che di Belinda stessa. Le loro priorità rivelano che il principale interesse della femminilità, almeno delle donne della classe di Belinda, sono sociali. La felicità delle donne in carri d’oro indica un’ossessione per lo splendore superficiale e pomposo, mentre “love of Ombre”, un gioco di carte affascinante, suggerisce superficialità.
La carica erotica di questo mondo sociale crea un’ulteriore preoccupazione: la protezione della castità. Queste sono donne che danno importanza ai prospetti di un matrimonio per vantaggio, e hanno imparato fin da piccole come farsi notare e a manipolare i loro pretendenti senza compromettere loro stesse.
I Silfi diventano un’allegoria per le convenzionali buone maniere che governano il comportamento sociale femminile. Principi come l’onore e la castità sono diventati nulla più che un’altra parte dell’interazione sociale. Pope rende evidente che queste donne non stanno conducendo loro stesse sulla base di principi astratti morali, ma sono governate da un meccanismo sociale elaborato del quale i Silfi creano una caricatura corrispondente. Mentre la tecnica di Pope di impiegare una macchinazione sovrannaturale gli permette di criticare questa situazione, lo aiuta anche a tenere le luci della satira e di esonerare donne individuali da un giudizio troppo severo.
Se Belinda ha tutte le tipiche debolezze femminili, Pope ci vuole far riconoscere che è solo in parte , perchè lei è stata educata e allenata a comportarsi in questo modo. La società nel suo insieme è molto più da criticare rispetto a lei. Nemmeno gli uomini sono esenti da questo giudizio. La competizione tra i giovani Lord per l’attenzione di ragazze splendide è dipinta come una battaglia di vanità, come “wigs with wigs, with sword-knots sword-knots strive”. Le frasi di Pope qui espongono un’assurda attenzione per l’esibizione di orgoglio e ostentazione.
Il ritratto di Belinda e il suo tavolo di vestiario introduce motivi finti-eroici che si ripresenteranno attraverso il poema. La scena della sua Toilette è resa inizialmente come un sacramento religioso, nel quale la stessa Belinda è la sacerdotessa e la sua immagine rispecchiata è la dea che serve. Questa parodia dei riti religiosi prima di una battaglia dà spazio poi a un altro tipo di scena finta-epica, quella dell’armamento di un eroe.
Pettini, spille, cosmetici, prendono il posto delle armi, come “awful beauty puts on all its arms”.

 

 

Canto II

RIASSUNTO

Belinda, rivaleggiando con il sole nella sua radiosità, esce con una barca sul Tamigi in direzione di Hampton Court Palace. è accompagnata da un gruppo di sfarzose ladies (le Ninfe) e gentlemen, ma è decisamente il più straordinario membro del gruppo. La descrizione di Pope del suo fascino include ”the sparkling cross she wore” sul suo ”white breast”, i suoi occhi intelligenti, i suoi sguardi vivaci (”lively looks”) e la grazia con la quale lei concede il suo sorriso e attenzioni pacatamente ai suoi adorati ospiti.
Le suo glorie coronate, tuttavia, sono due riccioli che penzolano sul suo ”iv’ry neck”. Questi riccioli sono descritti come labirinti d’amore, creati apposta per intrappolare qualsiasi cuore debole che possa rimanere intrappolato in essi. Uno dei giovani gentleman sulla barca, il Barone, ammira particolarmente i ricci di Belinda ed è determinato a rubarglieli per se stesso. Veniamo a conoscenza del fatto che lui quella mattina si svegliò presto per costruire un altare per amare e pregare per il successo del suo progetto. Aveva sacrificato numerosi oggetti e i suoi precedenti affetti come giarrettiere, guanti e lettere d’amore. Poi si prostrò davanti ad una pira costruita con ”all the trophies of his former lovers” alimentando le sue fiamme con i suoi ”am’rous sighs” (sospiri d’amore). Gli dei ascoltarono le sue preghiere ma decisero di esaudirne solo la metà. Mentre il piacevole viaggio continua, tutti sono senza preoccupazioni, se non Ariel che si ricorda che alcuni eventi funesti gli sono stati annunciati.
Lui raduna un esercito di Silfi, che si raggruppano attorno a lui nella loro bellezza iridescente. Lui ricorda loro con grande enfasi che uno dei loro compiti, tra i quali regolare i corpi divini e il tempo atmosferico e difendere il monarca inglese, è quello di ”tend to Fair” (tendere al giusto): di continuare a sorvegliare sulle ciprie delle ladies, profumi, ricci, e vestiti e ”to assist their blushes, and inspire their airs”.
Successivamente, da quando ”some dire disasters” minacciano Belinda, Ariel le assegna delle guardie del corpo. Brillante è la guardia dei suoi orecchini, Momentilla del suo orologio, e Crispissa dei suoi riccioli. Ariel in persona protegge Shock, il cagnolino. Una banda di 50 Silfi farà da guardia alla importantissima sottoveste.
Ariel dice che ciascun Silfo che non starà al compito assegnato, sarà severamente punito. A quel punto si disperdono ai loro posti e aspettano che il fato si svolga.
COMMENTO

Sin dall’inizio Pope descrive la bellezza di Belinda come un qualcosa di divino, bellezza alla cui creazione lei collabora nel primo canto dove metaforicamente costruisce un altare alla sua bellezza. Questa lode è in un certo senso ironica, riflettendo negativamente su un sistema di valori nel quale le caratteristiche esterne valgono più di valori morali o intellettuali.
Ma Pope mostra anche una vera riverenza per il fascino fisico e psicologico dell’eroina, affermando nei versi 17-18 che questi sono abbastanza convincenti da far dimenticare una persona dei suoi ”female errors”. Certamente lui ha interesse nell’adulare Arabella Fermor, la donna vivente sulla quale Belinda è basata; affinché il suo poema raggiunga la desiderata riconciliazione, non deve offendere. Pope offre anche la sua gratitudine per i modi in cui la bellezza fisica è una forma d’arte: lui riconosce con un mix di censura e rispetto il fatto che i ricci leggendari di Belinda, che appaiono così naturali e spontanei, sono invece un attento effetto artificioso. In ciò, i misteri del tavolo da vestiario della lady sono simili, probabilmente, alla stessa arte letteraria di Pope, che lui descrive da un’altra parte come “nature to advantage dress’d”.

Se il segreto meccanismo e le tecniche della bellezza femminile prendono almeno un accenno di apprezzamento dall’autore, lui tuttavia suggerisce che la prontezza generale umana nell’idolatrare la bellezza arriva ad una specie di sacrilegio. La croce che Belinda indossa attorno al collo serve per una funzione più ornamentale che simbolica o religiosa. A causa di ciò, lui dice che può essere adorata da “Jews” e “Infidels” così prontamente come dai cristiani. E c’è una certa ambiguità riguardo al fatto che alcuni degli ammiratori stanno valutando veramente la croce in se stessa o il “white breast” sul quale penzola o l’effetto in generale. Il barone certamente è l’emblema di coloro che si prostrano all’altare della bellezza di Belinda. I sacrifici rituali che lui compie nel crepuscolo sono altri finti-eroici elementi del poema, imitando la tradizione epica dei sacrifici agli dei prima di un’importante battaglia o viaggio e compie il suo progetto con un’assurdità tale che espone solamente la sua trivialità. Il fatto che lui scarti tutti gli oggetti di altri amori in queste preparazioni rivela la sua capricciosità come amante. La preghiera, in questa scena parodica, è sostituita dai sospiri dell’amante. Avendo gli dei a suo favore solo per metà di ciò che lui aveva chiesto, Pope allude alla convenzione epica nella quale il favore degli dei è solo una benedizione mista: nei poemi epici, per ottenere il favore di un dio, bisogna tirarsi contro l’ira di un altro; doni di vini, come l’immortalità, possono sembrare una benedizione, ma diventano una maledizione. In questo poema la ramificazione di una preghiera per metà concessa è trascurabile piuttosto che tragica; ciò significa in realtà che lui riuscirà a rubare solo un ricciolo piuttosto che entrambi.

Nel primo canto le immagini religiose che circondano il rituale di Belinda danno spazio a una presunzione militaristica. Qui si ripete lo stesso motivo. I suoi riccioli sono comparati a una trappola perfettamente calibrata per intrappolare il nemico. Il personaggio femminile è tale che cerca simultaneamente di attrarre e respingere, cosicché la controparte dell’allettante ricciolo è la formidabile sottoveste. L’indumento intimo è descritto come un armamento difensivo, comparabile allo scudo di Achille e supportato nella sua funzione di proteggere la castità della fanciulla dall’invisibile forza dei cinquanta Silfi. I Silfi, che sono i protettori di Belinda, sono essenzialmente incaricati di proteggerla non dai fallimenti, ma da un troppo grande successo nell’attrarre gli uomini. Questa situazione paradossale drammatizza i valori e i motivi contraddittori contenuti nelle convenzioni sessuali di quell’epoca. In questo canto l’allegoria sessuale del poema comincia a entrare in una visione piena. Il titolo del poema associa già il taglio dei capelli di Belinda ad una più esplicita conquista sessuale, e qui Pope coltiva questa suggestione. Lui moltiplica il suo linguaggio sessuale metaforico per l’occasione, aggiungendo parole come “ravish” (violentare) e “betray” (tradire) al “Rape” del titolo. Lui infila anche in qualche commento delle implicazioni dei costumi sessuali della sua società, come quando sottolinea che “when success a Lover’s toil attends/few ask, if fraud or force attain ‘the his ends” (quando il successo partecipa alla fatica di un amante in pochi si chiedono se la frode o la forza raggiungono i suoi fini). Quando Ariel specula riguardo le possibili forme che il terribile disastro (“dire disaster”) possa prendere, lui include un abuso di castità (“Diana’s law”), la rottura della porcellana (un’altra allusione alla perdita della verginità), e la macchia dell’onore o del vestito (I due eventi incommensurabili potrebbero accadere in modo ugualmente facile e accidentale). Lui menziona anche alcuni disastri sociali contro i quali i Silfi sono preparati ugualmente a combattere, come mancare una palla (qui grave come mancare una preghiera) o perdere il cagnolino. Nello sforzo difensivo dei Silfi, la sottoveste di Belinda è la corazza che richiede le fortificazioni più estese. Questo fatto spinge l’idea che il rapimento del ricciolo sta per un rapimento letterario o almeno rappresenta una minaccia alla sua castità più seria che un semplice furto di un riccio.

 

CANTO III

RIASSUNTO

La barca arriva ad Hampton Court Palace, e le ladies e gli uomini sbarcano per il loro divertimento di corte.
Dopo un piacevole giro di chiacchiere e gossip, Belinda si siede con due uomini a giocare a carte. Loro giocano ”Ombre”, un gioco a tre mani di trucchi e atout, simile al ”bridge”, ed è descritto come una battaglia eroica: le carte sono truppe che combattono su una ”velvet plain” del tavolo da gioco. Belinda, sotto il controllo accurato dei Silfi, inizia bene. Lei dichiara picche come atout e conduce con le sue carte più alte, sicura di vincere. Presto, ad ogni modo, la mano prende un turno sfavorevole quando ” to the Baron fate inclines the field”: lui prende il suo re di fiori con la sua regina e lo riporta con i suoi preziosi diamanti. Belinda è in pericolo di essere sconfitta, ma recupera nell’ultimo turno e riprende la somma che aveva perso. Il successivo rituale piacevole comprende la bevuta del caffè. I vapori a forma di ricci del caffè fumante ricordano al Barone la sua intenzione di prendere i ricci a Belinda. Clarissa tira fuori le forbici per il suo scopo, come una lady armerebbe un cavaliere in un romanzo. Prese le forbici, tenta 3 volte di tagliare il ricciolo da dietro senza che lei veda. I Silfi fanno l’impossibile per intervenire, soffiando via il ricciolo dalla via del male e pizzicando il suo orecchino di diamante per farla girare. Ariel, con uno sforzo finale, guadagna accesso al suo cervello, dove si sorprende di trovare ”an earthly lover lurking at her heart” (un amore terreno nascosto nel suo cuore’). Quindi lui si arrende nel proteggerla; l’insinuazione è che lei voglia segretamente essere violata. Alla fine, lei è privata del suo riccio. Un audace Silfo salta attraverso le lame e viene tagliato in due; ma essendo una creatura sovrannaturale si rimette subito in sesto. L’atto è fatto, e il Barone esulta mentre le urla di Belinda riempiono l’aria.

 

COMMENTO
Questo canto è pieno di classici esempi dell’uso magistrale del distico. Nell’introduzione di Hampton Court Palace, lui la descrive come un luogo nel quale la regina Anna “dost sometimes counsel take- and sometimes tea”(a volte prendi consiglio, a volte il the).
Questo verso utilizza uno zeugma, una figura retorica nella quale una parola o una frase modifica due altre parole o frasi in una costruzione parallela, ma modifica entrambe in un modo differente o a seconda di un senso diverso. Qui, la parola modificata è “take”; questo si applica ai termini paralleli “counsel” e “tee”. Ma uno non “take” il the allo stesso modo nel quale uno prende “counsel”, e l’effetto dello zeugma è di mostrare la residenza reale come un luogo che accasa sia questioni importanti di stato sia frivole occasioni sociali. Al lettore viene richiesto di contemplare questo paradosso e riflettere sul valore relativo e sull’importanza di questi due differenti registri di attività (per un altro esempio di questa figura retorica, guardare i versi 157-158: “not louder shrieks to pitying heaven are cast, / when husbands, or when lapdogs breath their last”). Un punto simile si trova in un’espressione meno compatta, nel secondo e terzo verso/paragrafo di questo canto. Qui, contro il gossip e il chiacchiericcio dei giovani lord e ladies, Pope apre una finestra su questioni più serie che stanno accadendo “meanwhile” e da un’altra parte, includendo processi criminali ed esecuzioni, e il cambiamento economico. La rappresentazione del gioco di carte come una battaglia costituisce una piacevole e abile prova di abilità narrativa. Parodizzando le scene di battaglia dei grandi poemi epici, Pope sta suggerendo che l’energia e la passione una volta applicate a coraggiosi e seri scopi, è ora estesa a queste insignificanti azioni come giocare e scommettere, che spesso diventano un modo per flirtare. La struttura dei “the three attemps” con i quali il ricciolo è tagliato è una convenzione delle sfide eroiche, soprattutto nel genere romantico. Il romanzo è invocato successivamente nell’immagine di Clarissa che arma il barone- non con una vera arma, bensì con un paio di forbici da cucito. Belinda non è una vera avversaria ovviamente, e Pope rende chiaro che la sua resistenza e, con insinuazione, la sua successiva sofferenza, è in qualche grado ostentazione. Il melodramma delle sue urla è complementare alla ironica comparazione dell’impresa del barone con la conquista delle nazioni.

 

Canto IV

Riassunto

Le ”Belinda’s anxious care” and ”secret passions” dopo la perdita del suo ricciolo sono uguali alle emozioni di coloro che hanno conosciuto ”rage, resentment and despair”.
Dopo la delusione i Silfi si ritirano, uno gnomo terreno chiamato Umbriel vola nella ”Cave of Spleen”(la milza era tradizionalmente associata alle passioni, in particolare al malessere).
Nella sua discesa lui passa per la stanza da letto di Belinda, nella quale lei è sdraiata esausta con il mal di testa. Lei è curata da due ”handmaidens”, Nature and Affectation. Umbriel passa al sicuro attraverso questa stanza malinconica, tenendo un rametto di ”spleenwort” davanti a lui come amuleto. Lui si rivolge alla ”Goddess of Spleen”, e ritorna con una borsa di sospiri, singhiozzi e passioni ( ”sighs, sobs and passions”) e una fiala di tristezza, dolore e lacrime. Lui slega la prima sacca su Belinda, alimentando la sua ira e disperazione. Li per piangere con Belinda c’è la sua amica Thalestris (nella mitologia greca Thalestris è il nome di una delle Amazzoni, un gruppo di donne che escludeva gli uomini dalla loro società). Thalestris pronuncia un discorso per fomentare l’indignazione di Belinda e la spinge a vendicarsi. Lei va poi da Sir Plume, ”her beau” (il suo amante), per pretendere che il Barone restituisca il capello. Sir Plume fa un discorso debole e pieno di slang, al quale il Barone rifiuta di acconsentire. A questo Umbriel rilascia il contenuto della rimanente fiala, lanciando Belinda in un attacco di tristezza e pietà per se stessa. Con ”beauteous grief” lei deplora il suo destino, rimpiange il fatto di non aver fatto attenzione all’avvertimento del sogno e si lamenta dello stato del suo unico ricciolo rimasto.
Commento

Il canto inizia con una lista di ”rage, resentment, and despair” paragonando su un piano di parità il pathos dei re imprigionati in battaglia, donne che diventano anziane, persone malvagie che muoiono senza essere salvate e una donna il cui vestito è in disordine. Mettendo in parallelo specie di problemi così diversi, Pope accentua l’assoluta necessità di assegnarle a un qualche livello di importanza morale. L’effetto è di rimproverare un mondo sociale che non è in grado di fare queste distinzioni.

Il viaggio di Umbriel alla cava dello Spleen imita i viaggi nel mondo sotterraneo fatti da Enea e Ulisse. Pope usa allegorie psicologiche (lo Spleen era la dimora di malessere o malinconia), come un modo per esplorare le fonti e la natura dei sentimenti di Belinda.La presenza di una natura malata e affettazione come una serva serve a indicare che il suo dolore non è puro (”affected”) e che la sua esposizione di umore ha nascosti dei motivi. Veniamo a sapere che il suo dolore è decorativo nello stesso modo in cui era il ricciolo; le dà l’occasione, per esempio, di indossare una nuova vestaglia.

Il discorso di Thalestris richiama l’etica di corte. Lei incoraggia Belinda a pensare al misfatto del Barone come un affronto al suo onore, e fa ricorso agli ideali della cavalleria nel chiedere a Sir Plume di sfidare il Barone per difendere l’onore di Belinda. Lui fa confusione del compito, dimostrando quanto lontana sia questa generazione di gentlemen dal comportamento di corte. Il discorso di Sir Plume è pieno di Slang e non ha alcun potere logico, morale e oratorio che un cavaliere dovrebbe esercitare propriamente.

Questa attenzione alle questioni d’onore ci richiama all’allegoria sessuale del poema. Il vero pericolo, dice Thalestris, è che il ”ravisher” potrebbe mostrare il ricciolo e renderlo una sorta di umiliazione pubblica per Belinda e, ovviamente, per i suoi amici. Pertanto il vero problema è superficiale- la reputazione pubblica- piuttosto  che l’imperativo morale della castità. Le parole della stessa Belinda alla fine del canto corroborano questa affermazione; lei esclama ”hair less in sight” che suggerisce i suo capelli visti dal pubblico. Pope sottolinea il livello verso il quale lei valuta l’aspetto esteriore (sia bellezza che reputazione) sopra ogni cosa; lei preferirebbe soffrire una violazione della sua integrità piuttosto che una al suo aspetto.

 

Canto V

Il Barone rimane impassivo di fronte ai pianti e ai rimproveri delle ladies. Clarissa fa un discorso nel quale chiede perchè una società che adora la bellezza della donna non mette anche un valore al ”good sense” e ”good humour”. Le donne sono spesso chiamate angeli, lei dice, ma senza riferirsi alle qualità morali di queste creature. Specialmente da quando la bellezza è necessariamente così effimera, dobbiamo avere qualcosa di più sostanziale e permanente su cui ripiegare. Questo discorso sensato e moralizzante cade su orecchie sorde, tuttavia, sia Belinda che Thalestris che tutti gli altri continuano a lanciare i loro attacchi sul Barone. Segue na zuffa caotica, con lo gnomo Umbriel che presiede in una postura di congratulazione a se stesso.
I gentlemen sono distrutti o rianimati dai sorrisi e sguardi delle ladies. Belinda e il Barone si incontrano in combattimento e lei emerge vittoriosa e lei emerge vittoriosa colpendolo con la moccolaia. Ma il ricciolo è perduto nel caos e non si riesce a trovarlo. Il poeta afferma che il ricciolo è salito alle sfere del cielo per diventare una stella; gli astronomi lo possono ammirare per l’eternità. In questo modo desterà maggiore invidia che avrebbe mai potuto destare sulla terra.
COMMENTO

I lettori hanno spesso interpretato il discorso di Clarissa come la voce del poeta che esprime la morale della storia. Certamente, le tesi della sua orazione si allineano con il ruolo professato da Pope di mettere la disputa tra le due famiglie in una prospettiva più ragionevole. Ma la posizione di Pope raggiunge più complessità del discorso di Clarissa, da quando lui ha utilizzato la circostanza del poema per rivolgersi criticamente anche a un più ampio numero di questioni societarie.
Il giustificato atteggiamento di Clarissa perde di autorità alla luce del fatto che era stata lei che aveva dato originariamente le forbici al Barone.
Il fallimento di Clarissa nel riuscire a pacificare dimostra che il litigio è una sorta di gioco di flirting  che tutti i membri stanno facendo. La descrizione della ”battle” ha una marcata qualità erotica, mentre le ladies e i lords si rotolano nelle loro false agonie. Sir Plume “draw Clarissa down” in un modo sessuale, e Belinda ”flies” sul suo nemico con occhi lampeggianti e ardore erotico. Quando Pope ci informa che il Barone lotta senza paura perchè lui ”sought no more than on his foe to die”, l’espressione significa che il suo obiettivo è il sesso.

Questa battaglia finale è il culmine della lunga sequenza delle finte-eroiche azioni militari. Pope invoca per nome gli dei romani che erano i più attivi nella guerra, e allude anche all’Eneide, paragonando lo stoico Barone a Enea (”the Troyan”), che dovette separarsi dal suo amore per fondare Roma. Il fumo della moccolaia di Belinda crea una svolta decisiva perfetta, che va idealmente benissimo alla scala di questa battaglia triviale. Il soffocamento provoca lo starnuto del Barone, una cosa comica e antieroica da fare per un eroe. Anche il ”bodkin”(una forcina)  non è l’arma degli antichi. Tuttavia Pope dà allo spillo una storia elaborata in accordo con le convenzioni della vera epica.

La conclusione del finto-eroicismo del poema è creato per fare un complimento alla lady a cui lui allude (Arabella Fermor), mentre dà anche allo stesso poeta il credito dovuto per essere lo strumento della sua immortalità. Questa fine effettivamente asseconda la vanità dell’eroina, anche se il poema ha funzionato come una critica di quella vanità. E non c’è stato un vero cambiamento morale: a Belinda è chiesto di arrivare al termine con la sua perdita attraverso la corruzione o distrazione che rinforza il suo sostanzialmente frivolo punto di vista. Ma anche nei momenti più finti, il poema è un poema gentile, nel quale Pope mostra una simpatia basilare con il suo mondo sociale a dispetto della follia e delle debolezze. Le scottanti critiche delle sue satire tarde saranno molto più severe e senza perdono.

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