Retraite – Alfred De Vigny

Vivete, o fredda natura, e rivivete senza tregua
sotto i nostri piedi, sulle nostre fronti, poiché questa è la vostra legge;
Vivete e disdegnate, poiché siete dea,
l’uomo, umile passeggero, che avrebbe dovuto essere un re;
più che tutto il vostro regno e più dei suoi vani splendori,
io amo la maestà delle sofferenze umane;
Voi non riceverete un grido d’amore da parte mia.

Ma tu (Eva), viaggiatrice indolente, non vuoi
sognare sulla mia spalla, e posarci la tua fronte?
Vieni a vedere dalla tranquilla soglia della capanna munita di ruote
coloro che sono passati e coloro che passeranno.
Tutte le opere umane che mi portano uno spirito puro
si animeranno per te quando davanti alla nostra porta
i grandi paesi muti profusamente si spegneranno.

Noi marceremo così, non lasciando che la nostra ombra
rimanga su questa terra ingrata dove i morti sono passati;
Noi parleremo di loro nell’ora in cui tutto si fa scuro,
dove tu ti compiaci di seguire un cammino cancellato,
a sognare, appoggiata a rami malsicuri,
piangendo come Diana sul bordo delle sue fontane,
il tuo amore taciturno e continuamente minacciato.

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