Romeo e Giulietta – William Shakespeare

Prologo

 

All’inizio dell’opera il coro descrive due famiglie nobili che vivono a Verona. Le due casate sono afflitte da un rancore una nei confronti dell’altra che dura da lungo tempo. Tramite il coro veniamo a sapere che due amanti, i protagonisti dell’opera, appartenenti a queste casate, riusciranno a sanare questo conflitto solo attraverso la morte.

 

 

Atto I, scena I

 

Sansone e Gregorio, due servitori della casata dei Capuleti, passeggiano per le strade di Verona e il primo dà sfogo al suo odio per la casata dei Montecchi, mentre al secondo si avvicinano due servitori dei Montecchi. Gregorio vuole trovare un modo insieme a Sansone per provocarli, al fine di iniziare un combattimento. Un iniziale scontro verbale sfocia rapidamente in una lotta. Benvolio, il cugino di Romeo, si inserisce nella lotta per cercare di fermarla. Tebaldo, un membro della casata dei Capuleti, vede che Benvolio ha sguainato la sua spada e allora lui fa lo stesso. Benvolio tuttavia afferma di stare solo cercando di mantenere la pace, ma Tebaldo esterna il suo odio per la casata avversaria e lo attacca, provocando una rissa, che viene in parte placata da un gruppo di cittadini che cercano di ripristinare la pace aggredendo i membri delle due casate. Il principe di Verona Escalo arriva e comanda la fine del combattimento. I Capuleti e i Montecchi gettano allora le armi per paura di essere puniti. Il principe afferma che la faida tra le due famiglie dura da troppo tempo e chiunque si permetterà nuovamente di turbare la pace sarà punito con la morte.

Benvolio descrive a Montecchi, il patriarca della casata, come è iniziata la rissa e la signora Montecchi chiede se Benvolio abbia visto suo figlio, Romeo. Benvolio risponde di aver visto Romeo camminare turbato in un boschetto al di fuori della città. Preoccupati per il figlio i Montecchi affermano che anche loro hanno visto spesso Romeo turbato negli ultimi tempi. Aggiungono di aver cercato di capire il motivo del suo turbamento, tuttavia non hanno avuto successo. Benvolio vede Romeo avvicinarsi e promette ai suoi genitori di scoprire il motivo del suo stato d’animo. Romeo dice a Benvolio di essere innamorato di Rosalina, la quale tuttavia non ricambia i suoi sentimenti. Benvolio consiglia a Romeo di dimenticarla, ma Romeo sostiene che la donna che ama è la più bella di tutte. Romeo parte, assicurando a Benvolio che non potrà dimenticare il suo amore.

 

 

Atto I, scena II

 

In un’altra via di Verona, Capuleti cammina con Paride, un nobiluomo parente del principe. I due parlano del desiderio di Paride di sposare la figlia di Capuleti, Giulietta. Capuleti è felicissimo, ma afferma anche che Giulietta, non ancora quattordicenne, è troppo giovane per sposarsi e chiede a Paride di aspettare due anni. Assicura Paride che lo favorisce come pretendente e lo invita alla tradizionale festa mascherata che si svolgerà proprio quella notte, così che Paride possa cominciare a corteggiare Giulietta e a conquistare il suo cuore. Pietro, un servitore dei Capuleti, viene invitato a invitare alla festa le persone che compaiono su una lista stilata da Capuleti.

Romeo e Benvolio intanto continuano a discutere se il primo riuscirà a dimenticare il suo amore. Romeo viene a sapere proprio da Pietro che Rosalina è tra gli invitati alla festa. Pietro a sua volta invita Romeo e Benvolio alla festa, pensando che non sono Montecchi. Benvolio dice a Romeo che la festa sarà l’occasione perfetta per confrontarsi con Rosalina. Romeo accetta di andare alla festa con lui, ma solo perché Rosalina stessa sarà lì.

 

 

Atto I, scena III

 

A casa dei Capuleti poco prima della festa, la signora Capuleti è intenzionata a parlare con la figlia e le chiede quali siano le sue intenzioni circa il matrimonio. Giulietta dice di non averci ancora pensato. La donna le rivela che è ora di pensarci poiché il conte Paride è interessato a lei. Giulietta risponde che osserverà Paride alla festa per vedere se potrebbe essere l’uomo adatto a lei. Un servitore annuncia l’inizio della festa.

 

 

Atto I, scena IV

 

Romeo, Benvolio e Mercuzio si recano in maschera alla festa e Romeo si chiede come potranno entrare dal momento che appartengono alla famiglia rivale. Romeo ha la sensazione che quella notte qualcuno morirà.

 

 

Atto I, scena V

 

Nella grande sala dei Capuleti la festa è cominciata. Capuleti gira tra gli ospiti, scherzando con loro e incoraggiandoli a ballare. Dall’altra parte della stanza, Romeo vede Giulietta. Rosalina sparisce dalla sua mente e dichiara di non essere mai stato innamorato fino a quel momento. Spostandosi tra la folla, Tebaldo sente e riconosce la voce di Romeo e chiede a un servo di andare a prendere la sua spada. Capuleti rimprovera Tebaldo, dicendogli che Romeo ha una buona reputazione a Verona e che non succederà niente di tragico alla sua festa.

Nel frattempo Romeo si è avvicinato a Giulietta e dopo poco i due si baciano. Proprio nel momento in cui hanno finito di baciarsi per la seconda volta, la nutrice arriva e dice a Giulietta che sua madre vuole parlare con lei. Romeo viene a sapere che la madre della ragazza è la signora Capuleti e Romeo è disturbato da questa notizia e lo stesso succede quando la ragazza scopre che Romeo appartiene ai Montecchi.

 

 

Atto II, prologo

 

Il Coro descrive in un breve sonetto il nuovo amore tra Romeo e Giulietta: l’odio tra le famiglie degli innamorati rende difficile per loro trovare il tempo o il luogo per incontrarsi; tuttavia la prospettiva del loro amore dà a ciascuno di loro il potere e la determinazione per combattere gli ostacoli posti sul loro cammino.

 

 

Atto II, scena I

 

Dopo aver lasciato la festa, Romeo non vuole andare a casa, perché deve rivedere Giulietta. Allora si arrampica su un muro confinante con la proprietà dei Capuleti. Benvolio e Mercuzio chiamano Romeo perché sono sicuri che lui sia nelle vicinanze, ma Romeo non risponde.

Giulietta appare improvvisamente a una finestra proprio sopra alla testa di Romeo. Romeo la paragona al sole del mattino.

Giulietta, assorta nei suoi pensieri e ignara del fatto che Romeo sia nel suo giardino, chiede perché Romeo debba essere proprio Romeo, un Montecchi, e quindi un nemico della sua famiglia. Dice inoltre che se rifiutasse il suo nome Montecchi, lei accetterebbe di stare con lui, o se giurasse di amarla, ella rifiuterebbe il suo nome Capuleti. Romeo risponde alla sua richiesta, sorprendendo Giulietta, che si chiede come l’abbia trovata e lui le dice che l’amore l’ha portato da lei.

Giulietta si preoccupa per l’incolumità di Romeo se mai lo vedessero nel giardino, ma Romeo rifiuta di muoversi, sostenendo che l’amore di Giulietta lo renderebbe immune ai suoi nemici.

Giulietta ammette di provare un forte sentimento nei confronti di Romeo, ma si preoccupa perché Romeo si potrebbe dimostrare una persona falsa. Romeo la rassicura e i due confessano di nuovo il loro amore. Giulietta dice a Romeo che gli invierà qualcuno il giorno seguente per vedere se il suo amore è onorevole e se intende sposarla. I due si congedano e Romeo parte alla ricerca di un

sacerdote che possa aiutarlo.

 

 

Atto II, scena II

 

Al mattino presto entra in scena frate Lorenzo. Romeo gli descrive il suo nuovo amore per Giulietta, il suo intento di sposarla, e il suo desiderio che il frate acconsenta a sposarli proprio quel giorno. Frate Lorenzo è sconcertato da questo improvviso passaggio da Rosalina a Giulietta. Pur rimanendo scettico per l’improvviso cambiamento di sentimenti di Romeo, il frate accetta comunque di sposare la coppia. Esprime la speranza che il matrimonio di Romeo e Giulietta possa porre fine alla faida tra Montecchi e Capuleti.

 

 

Atto II, scena III

 

Più tardi quella mattina Benvolio riferisce che Tebaldo ha inviato una lettera a Romeo, sfidandolo a duello. Mercuzio risponde che Romeo è già morto, colpito dalla freccia di Cupido.

Romeo arriva e Mercuzio inizia immediatamente a prenderlo in giro, sostenendo che lui sia stato reso debole dall’amore.

Nel frattempo entra in scena la nutrice di Giulietta, che ha il compito di invitare Giulietta a partecipare quel pomeriggio al loro matrimonio al cospetto di frate Lorenzo.

 

 

Atto II, scena IV

 

Nel giardino dei Capuleti Giulietta attende con impazienza la nutrice incaricata di parlare con il suo amato. Finalmente ella ritorna e annuncia che Romeo la sta aspettando con frate Lorenzo per sposarla. Viene preparata anche una scala che porti Romeo alla camera di Giulietta al fine di consumare la loro prima notte di matrimonio.

 

 

Atto II, scena V

 

Romeo e frate Lorenzo aspettano che Giulietta arrivi. Il sacerdote consiglia a Romeo di amare con moderazione e non con troppa intensità. Giulietta infine entra in scena e viene celebrato il loro matrimonio.

 

 

Atto III, scena I

 

Mentre camminano per strada, Benvolio suggerisce a Mercuzio di ritornare a casa, poiché potrebbe iniziare un duello nel caso incontrassero i Capuleti. Tebaldo entra in scena con un gruppo di compagni e si avvicina a Benvolio e Mercuzio. Infastidito, Mercuzio comincia a provocarlo. Anche Romeo sopraggiunge e diventa il bersaglio di Tebaldo. Quest’ultimo ordina a Romeo di estrarre la sua spada ma lui non ha intenzione di sfidarlo, dal momento che Tebaldo è diventato segretamente suo parente. Mercuzio allora sfodera rabbiosamente la sua spada e dichiara che se Romeo non combatterà contro Tebaldo, sarà lui a farlo, ed è ciò che effettivamente accade. Romeo, tentando di ristabilire la pace, si mette tra i due combattenti. Tebaldo tuttavia riesce a colpire Mercuzio, il quale dopo poco tempo muore, e maledice infine sia i Montecchi che i Capuleti. Romeo è deluso dal suo stesso comportamento e pensa che l’amore per Giulietta lo abbia indebolito e che lui avrebbe dovuto combattere Tebaldo al posto di Mercuzio. Quando Tebaldo torna in scena, Romeo estrae la sua spada. I due combattono e a Tebaldo tocca la stessa fine di Mercuzio. Benvolio esorta Romeo fuggire poiché un gruppo di cittadini indignati dalle continue lotte si sta avvicinando. Il ragazzo allora fugge.

In scena entra il Principe, accompagnato da molti cittadini. Benvolio gli racconta la vicenda della rissa, sottolineando il tentativo di Romeo di mantenere la pace, ma la signora Capuleti, la zia di Tebaldo, esige che Romeo paghi il suo gesto con la morte. Romeo però viene condannato dal principe all’esilio dalla città di Verona.

 

 

Atto III, scena II

 

A casa dei Capuleti, Giulietta desidera che cali presto la notte in modo da ricongiungersi col suo amato. Ella viene informata del combattimento tra Romeo e Tebaldo, e Giulietta inizialmente maledice il nome di Romeo, pentendosi poco dopo. Giulietta si dispera per l’esilio di Romeo e per il fatto che lei morirà senza aver trascorso alcuna prima notte di nozze. La nutrice tuttavia la rassicura, poiché sa dove si nasconde Romeo e farà in modo che egli venga da lei per la loro prima notte di nozze.

 

 

Atto III, scena III

 

In compagnia di frate Lorenzo Romeo si chiede quale decisione abbia preso il Principe nei suoi confronti. Frate Lorenzo gli dice che il principe lo ha solo bandito dalla città. Per Romeo l’esilio è un castigo molto peggiore della morte, dal momento che continuerà a vivere, ma senza Giulietta. Arriva la nutrice e Romeo le chiede disperatamente notizie di Giulietta. Il frate ha in mente un piano: Romeo visiterà Giulietta quella notte, ma deve fuggire da Verona prima che sorga il sole. Egli partirà per Mantova, dove rimarrà finché la notizia del matrimonio non verrà resa pubblica.

 

 

Atto III, scena IV

 

Capuleti e il conte Paride camminano insieme. Il primo promette a Paride che il matrimonio tra il conte e Giulietta si terrà giovedì.

 

 

Atto III, scena V

 

Poco prima dell’alba, Romeo si prepara ad uscire dalla camera di Giulietta per andare in esilio. Giulietta tuttavia cerca di farlo rimanere e lui, sopraffatto dall’amore, dice che resterà con lei, a costo di essere ucciso. Giulietta allora cambia idea e dice al suo amato di fuggire poiché si sta facendo mattina. La nutrice entra ad avvertire Giulietta che la signora Capuleti sta per arrivare. Romeo e Giulietta si separano in lacrime.

Ignara che sua figlia è sposata con Romeo, la signora Capuleti entra nella stanza e crede che le lacrime di Giulietta siano dovute alla scomparsa di Tebaldo. La donna svela alla figlia il suo desiderio di vedere Romeo morto. La signora Capuleti le annuncia che giovedì si svolgeranno le nozze tra lei e Paride. Giulietta è sconvolta e si rifiuta di unirsi in matrimonio con lui. Capuleti entra nella stanza furioso, dicendo di essere pronto a rinnegare Giulietta nel caso lei gli disobbedisca.

Dopo che i suoi genitori si sono allontanati, Giulietta chiede alla sua nutrice quale sarebbe la cosa migliore da fare. La nutrice le consiglia di portare a termine il matrimonio con Paride. Questo consiglio la manda su tutte le furie anche se finge di essere d’accordo con la donna. Ella cerca aiuto da frate Lorenzo e se il suo tentativo sarà invano, allora lei sarà pronta a morire.

 

 

Atto IV, scena I

 

Frate Lorenzo parla con Paride del matrimonio imminente di quest’ultimo con Giulietta. Giulietta entra in scena, e Paride le parla amorevolmente, ma con un pizzico di arroganza. Giulietta risponde indifferente, non mostrando né affetto né antipatia. Con la scusa di dover confessare Giulietta, frate Lorenzo allontana Paride. Giulietta chiede allora aiuto al frate, brandendo un coltello e dicendo che si ucciderà piuttosto che sposare il conte. Il frate ha di nuovo in mente un piano: Giulietta dovrà acconsentire a sposare Paride; poi, la sera prima del matrimonio, dovrà bere un veleno che la farà sembrare morta. Ella verrà sepolta nella tomba dei Capuleti e il frate avvertirà Romeo a Mantova affinché lui la venga a prendere al suo risveglio. Ella tornerà dunque a Mantova con Romeo e sarà libera di vivere con lui lontano dall’odio dei genitori. Giulietta acconsente ad attuare il piano e riceve il veleno dal frate.

 

 

Atto IV, scena II

 

Giulietta torna a casa, dove i suoi genitori si stanno preparando per il matrimonio. Essi sono sorpresi dal fatto che la figlia abbia cambiato idea e che ora voglia sposare Paride. Capuleti va allora ad avvisare Paride.

 

 

Atto IV, scena III

 

Sola nella sua camera da letto Giulietta stringe il veleno datole da frate Lorenzo. Ella ha paura di morire, oppure che Romeo, vedendola morta, potrebbe impazzire per la paura. Inoltre vede in sogno il fantasma di Tebaldo in cerca di Romeo. Ella implora il fantasma di Tebaldo di abbandonare la sua ricerca, e brindando alla salute di Romeo, beve il contenuto della fiala.

 

 

Atto IV, scena IV

 

Il mattino seguente, di buon’ora, in casa Capuleti vengono avviati i preparativi per il matrimonio. Capuleti manda la nutrice a svegliare Giulietta, la quale viene trovata morta. Sopraggiunto frate Lorenzo, gli invitati vengono esortati a prepararsi per il funerale.

 

 

Atto IV, scena V

 

Pietro invita i musicisti a suonare una melodia allegra, ma essi, date le circostanze, si rifiutano, scatenando l’ira del servitore. Essi restano per prendere parte al pranzo che verrà servito a tutti gli invitati.

 

 

Atto V, scena I

 

Mercoledì mattina, a Mantova, Romeo, allegro, ripensa al sogno che ha fatto la sera precedente: Giulietta lo ha trovato morto, ma dopo averlo baciato, è tornato in vita. Proprio in quel momento, Baldassarre, il servitore di Romeo, entra in scena, e annuncia la morte della sua amata.

Romeo prende allora la decisione di tornare a Verona, ma prima acquista una fiala di veleno, con l’intento di recarsi sulla tomba di Giulietta e uccidersi.

 

 

Atto V, scena II

 

Frate Giovanni, incaricato di portare una lettera a Romeo in cui frate Lorenzo spiegava il suo piano, non è riuscito a portare a termine il suo compito poiché, a causa di un’epidemia di peste, Mantova è sotto quarantena. Frate Lorenzo è preoccupato per i malintesi che il mancato recapito della lettera potrebbe generare ed è intenzionato a tenere Giulietta con sé fino all’arrivo di Romeo.

 

 

Atto V, scena III

 

Quella sera, Paride si reca sulla tomba di Giulietta, dove depone dei fiori. Il suo servo lo avvisa che qualcuno sta sopraggiungendo e allora lui si nasconde. Baldassarre e Romeo, armato di piede di porco, sopraggiungono. L’intenzione del ragazzo è quella di aprire la tomba dei Capuleti per riprendersi l’anello che aveva dato a Giulietta. Egli manda via Baldassarre.

Dal suo nascondiglio, Paride accusa Romeo di aver assassinato Tebaldo, e quindi indirettamente anche Giulietta, dal momento che crede che la causa della sua morte sia il dolore per la mancanza di Tebaldo. Paride pensa che Romeo sia venuto a disonorare il cadavere di Giulietta, spinto dal suo odio per i Capuleti. I due allora iniziano a combattere e Paride muore, dopo aver chiesto a Romeo di essere sepolto vicino a Giulietta. Romeo acconsente.

Romeo scende nella cripta con il corpo di Paride e trova Giulietta che giace lì, pacificamente. Romeo parla a Giulietta della sua intenzione di trascorrere l’eternità con lei, piano che attua bevendo la fiala di veleno.

Proprio in quel momento, arriva frate Lorenzo, il quale entra nella cripta e trova il corpo di Paride e di Romeo. Nel frattempo Giulietta si risveglia e chiede al frate dov’è suo marito. Ella vede Romeo morto accanto a lei e suppone dalla fiala vuota che egli abbia bevuto del veleno. Allora lei lo bacia, sperando di morire a causa dello stesso veleno. Visto che questo tentativo non va a buon fine, lei si uccide pugnalandosi e muore sul corpo del suo amato.

I membri delle due famiglie rivali entrano nella cripta. Si viene a sapere che la signora Montecchi era morta a causa del dolore per l’esilio di Romeo. Frate Lorenzo inoltre parla del matrimonio segreto tra Romeo e Giulietta.

Il principe rimprovera i Montecchi e i Capuleti, poiché questa tragedia è una conseguenza della loro faida. Capuleti e Montecchi allora si stringono le mani e accettano di porre fine alla loro rivalità. Montecchi farà costruire una statua d’oro di Giulietta, e Capuleti ne farà porre una di Romeo accanto a quella della figlia.