Sonetto I Astrophil and Stella – Philip Sidney

Amando in verità, e desideroso di mostrare in versi il mio amore,
che la cara Lei potrebbe prendere qualche piacere dal mio dolore,
il piacere la potrebbe portare a leggere, il leggere la potrebbe portare alla conoscenza,
la conoscenza potrebbe farle crescere un sentimento di pietà, e la pietà ottenere grazia,
ho cercato parole più adatte a dipingere la faccia più nera del dolore,
studiando belle forme originali, per intrattenere il suo ingegno,
spesso girando altre foglie (pagine), per vedere se da lì scorressero
alcune docce fresche e piene di frutti sul mio cervello bruciato dal sole.
Ma le parole vennero zoppicando, mancando il supporto dell’Invenzione;
l’Invenzione, figlia della Natura, fuggiva i colpi dello studio matrigna,
e piedi di altri mi sembravano continuamente estranei sulla mia strada.
Così gravido di parole, e senza aiuto nelle mie doglie,
mordendo la mia oziosa penna, picchiandomi per dispetto,
“sciocco,” disse la mia Musa a me, “guarda nel tuo cuore e scrivi”.

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