Vita di Galileo – Bertolt Brecht

Scena I (a Padova)

Galileo vuole dimostrare la validità del sistema copernicano(la terra si muove e il sole sta fermo) ad Andrea, il figlio della governante. I due sono da tempo allievo e maestro. Viene esposto il nuovo metodo scientifico: dubbio, ricerca, approccio sperimentale(“quello di cui non si era mai dubitato oggi è posto in dubbio”).
Mette in dubbio anche la fede. Galileo è entusiasta della sua scoperta, tanto che arriva a dire che presto si parlerà ovunque di astronomia.
Esperimento: Galileo mette Andrea su una sedia(la Terra) e spinge un portacatino di ferro(il sole) al centro della stanza. Prende la sedia e le fa compiere un mezzo giro, dimostrando così che Andrea e il portacatino sono rimasti immobili e l’unico oggetto che si è mosso è la sedia. La signora Sarti non crede che queste scoperte possano fruttare ma spera almeno che con ciò possa pagare il lattaio.
Entra in scena Ludovico Marsili, un giovane di ricca famiglia. Egli giunge dall’Olanda dove ha sentito parlare molto di Galileo. Si reca da lui per delle lezioni private perchè ha “ben poca testa per le scienze”. Parla di un tubo che vendono ad Amsterdam. Galileo riconosce che la sua invenzione, il telescopio, è già in circolazione da pochi giorni prima della partenza di Ludovico. Ludovico studia la fisica solo perchè “nelle conversazioni mondane non si parla che di scienza”.

Entra in scena il procuratore che è venuto per parlare della richiesta di aumento di Galileo a mille scudi. Gli viene rifiutata perchè “la matematica è un’arte che non dà pane” e gli viene consigliato di dare ripetizioni. Galileo risponde seccato poiché le troppe ore di ripetizione gli tolgono tempo alla ricerca. Il procuratore sottolinea il fatto che a Padova c’è molta libertà d’indagine e vengono addirittura ammessi dei protestanti(la Repubblica di Venezia non sottostava al potere dell’Inquisizione). Giordano Bruno, a detta del procuratore, era finito sul rogo perchè non veneziano e perchè non aveva un impiego presso di loro. Galileo si chiede “e a che serve la libertà d’indagine senza tempo per indagare?”. Il procuratore però consiglia a Galilei di inventare qualche altro oggetto che potrebbe fruttare motli soldi come il compasso proporzionale. Nel finale Andrea porta a Galileo le lenti con il quale termina il suo cannocchiale. Inoltre dice ad Andrea di non parlare delle sue scoperte perchè sono solo un’ipotesi, che rispetto alle teorie antiche però”ha poche leggi che spiegano molto”. Galileo è convinto che il cannocchiale gli frutterà 500 scudi.

 

Scena II

Galileo consegna alla Repubblica Veneta il suo telescopio.
Il procuratore spiega l’utilizzo che ne faranno: in guerra, per riconoscere le navi nemiche(scienza dannosa), mentre Galileo lo utilizzava per guardare le stelle(scienza utile).
Galileo spiega al suo amico Sagredo di averlo puntato sulla luna e di avere capito che essa non brilla di luce propria e dice che sa di cosa è fatta la Via Lattea.
A Ludovico dice che egli l’ha perfezionato.

 

Scena III(stanza di lavoro di Galileo a Padova)

Grazie al telescopio Galileo scopre fenomeni celesti che confermano il sistema copernicano.
Sagredo e lo scienziato stanno osservando la luna. Sagredo nota che in prossimità della fascia luminosa emergono dall’oscurità dei punti luminosi che Galileo ritiene siano montagne. “La luna può essere una terra con monti e valli, e la terra può essere un astro” e dice che fra Terra e luna non c’è alcuna differenza. 10 gennaio 1610: abolito il cielo.
Entra il procuratore dicendo che la scoperta di Galileo non vale nulla poiché si può acquistare dovunque a basso prezzo visto che è fabbricato in Olanda.
Galileo e Sagredo non sottolineano l’importanza economica bensì quella che ha per la scienza “le rotte marine sono ancora lunghe, malsicure e dispendiose, perchè nel cielo manca qualcosa come un orologio di cui fidarsi”.
Galileo dice che la sua invenzione è due volte migliore di quella degli olandesi e si lamenta che lo paghino troppo poco.
Mostra a Sagredo come la Via Lattea sia composta da innumerevoli stelle. Inoltre ha notato che attorno a Giove vi fossero quattro stelle in costante movimento(abolizione delle calotte di cristallo, non ci sono sostegni nel cielo e non c’è nulla di fermo nell’universo). Sagredo è impaurito e dice a Galileo di ragionare sulle conseguenze che una scoperta del genere potrebbe portare. Alla domanda di Sagredo “dov’è Dio” egli risponde “in noi o in nessun luogo”. Lui a differenza di Giordano Bruno non ha solo affermato bensì ha anche fornito le prove. “io credo nell’uomo, e questo vuol dire che credo alla sua ragione”. Sagredo invece non crede nella ragione perchè gli uomini sono stupidi. Galileo vuole chiamare Andrea ma la signora Sarti gli dà del pazzo perchè è notte fonda.
Al mattino Virginia si appresta ad andare a messa con la signora Sarti ma prima Galileo si rifiuta di farle guardare nel telescopio. Inoltre comunica alla figlia che forse si trasferiranno a cui vuole dedicare le “stelle medicee”. Vuole diventare matematico di corte. Sagredo gli consiglia di non andare perchè “li comandano i frati” ma Galileo risponde dicendo che porterà le prove alle sue teorie. Sagredo non chiede nella ragione e non spera che il Papa affermi che Galileo abbia ragione.

 

Scena IV

Galileo lascia la Repubblica di Venezia per la corte medicea.
La signora Sarti esprime la falsa idea dello scienziato che legge e basta.
A casa di Galileo arriva il granduca Cosmo de Medici, ma lo scienziato è ancora all’università.
Andrea dice a Cosmo che il sistema tolemaico è sbagliato e chiede di ridargli il modello che aveva sulle gambe. Alla maleducazione di Andrea Cosmo si arrabbia e iniziano a picchiarsi, rompendo anche il modello.
Arrivano Galileo, Federzoni e alcuni dottori universitari. Galileo afferma che il sistema è molto antico, basato più sulla filosofia che sui fatti. Il filosofo non vuole guardare nel telescopio, bensì cominciare una disputa. Il matematico comincia a parlare in latino ma Galileo lo interrompe perchè vuole anche che Federzoni (affilatore di lenti) capisca. Il filosofo si basa sull’armonia e bellezza dell’universo aristotelico piuttosto che sui fatti. Loro cercano RAGIONI per cui l’universo sia diverso, non FATTI. Lo accusano di frode, come se avesse dipinto le stelle medicee sulla lente, non credono alle prove.
Andrea li accusa di essere stupidi. Il matematico afferma che le lune di Giove dovrebbero perforare le calotte di cristallo, e Federzoni spiega come le calotte di cristallo non esistano. Il filosofo ribatte che ci sono perchè è scritto nei libri di scuola. Loro si fondano sull’autorità di Aristotele non sui fatti. Il filosofo ritiene superfluo continuare la discussione perchè si sta trascinando nel fango Aristotele.
Galileo risponde che “la verità è figlia del tempo e non dell’autorità”. Galileo li invita ad aprire gli occhi. Egli ha imparato molte cose dagli illetterati(intravede nella classe borghese un possibile interlocutore). La disputa si conclude perchè Cosmo ha un ballo di corte e verrà richiesta l’opinione di Padre Cristoforo Clavio, massimo fra gli astronomi viventi.

 

Scena V

a) C’è la peste. La signora Sarti è impaurita e fa le valigie. Galileo dice invece di prendere Virginia e Andrea mentre lui raccoglie i suoi appunti. Un valletto ducale dice che Cosmo ha messo a loro disposizione un calesse per fuggire. Galileo deve imballare i suoi libri e il cocchiere si rifiuta di aspettare. Galileo non vuole partire a causa dei suoi appunti e dice agli altri di andarsene. La signora Sarti allora rimane con Galileo, anche se non lo ritiene una persona sensata.

b) Galileo scende in strada e chiede a due suore dove trovare un po’ di latte. Si fanno il segno della croce perchè Galileo esce da una strada dove ci sono stati molti casi di peste. Una donna dice a Galileo che la sua governante è morta. Dei soldati gli intimano di entrare in casa.
Galileo è pieno di rimorsi perchè non ha mandato via in tempo la sua governante.
Tutt’a un tratto Andrea spunta, durante il viaggio è riuscito a saltare giù e Virginia ha proseguito.
Nel frattempo Galileo dice che aveva proseguito le sue ricerche e le vuole mostrare ad Andrea. Ha visto che Venere è uguale alla luna. Galileo è risoluto a recarsi a Roma ora che ha le prove. A due uomini venuti a portare il pane chiede di portargli un libriccino, ma loro stizziti dicono che deve essere contento se ha del pane. Allora Andrea dice che cercherà a scuola la carta con le rivoluzioni di Mercurio.

 

Scena VI

Il Collegio Romano conferma le scoperte di Galileo.
Gli uomini di chiesa e gli scienziati prendono in giro Galileo.
Si parla di Thyco Brahe che aveva messo in dubbio l’immutabilità del cielo (aveva studiato le stelle comete e la nascita e la morte di una nova).
Un monaco dice che tra l’alto e il basso, tra l’effimero e l’eterno non c’è più differenza.
Un vecchio cardinale dice che Galilei è nemico del genere umano perchè toglie l’uomo dal centro dell’universo e definisce la terra una piccola stella. Inoltre lo paragona a Giordano Bruno. Si arrabbia dicendo che Galileo sta sputando nel piatto in cui si nutre, si rifiuta di credere l’uomo, l’essere centrale creato da Dio non sia al centro dell’universo.
Clavio entra in scena dicendo che Galileo ha ragione e che i teologi dovranno provvedere a risistemare il cielo. Galileo risponde che non è stato lui ad avere vinto ma è la ragione.
Entra il cardinale inquisitore.

 

Scena VII(Roma)

Nel 1616 l’Inquisizione mette all’indice la teoria di Copernico.
Siamo nel palazzo del cardinale Bellarmino a Roma e si sta tenendo un ballo.
Virginia vuole ballare solo col fidanzato Ludovico. Il nome di Galileo è sulle bocche di tutti a Roma.
Entrano i cardinali Bellarmino e Barberini. Barberini chiede a Galileo se gli astronomi non vogliano solamente rendere più comoda l’astronomia visto che si parla di movimenti comprensibili al cervello umano e se fossero movimenti più difficili? Galileo risponde che se fosse così allora Dio avrebbe creato dei cervelli in in grado di comprenderli visto che ha fede nella ragione. Bellarmino non crede nella ragione poiché ad esempio i contadini che vengono frustati rispondono baciando i piedi dei loro padroni; tutto questo si spiega solamente credendo nell’attuazione di un immenso disegno. Adesso viene Galileo a rinfacciare a Dio di non avere idee chiare riguardo il movimento degli astri.
Barberini ammonisce Galileo dicendo che allora per lui Dio non ha studiato bene l’astronomia prima di scrivere la Bibbia. Galileo risponde a queste accuse dicendo che come l’uomo non sa leggere giusto nel cielo così è probabile che non sappia nemmeno interpretare la Bibbia.
Bellarmino informa Galileo che il Santo Ufficio ha decretato che la teoria di Copernico è folle, assurda ed eretica e invita Galileo ad abbandonare le sue convinzioni. “La scienza è figlia legittima e dilettissima della Chiesa”.
Nel finale l’Inquisitore parla con Virginia. Le dice che Galileo ha condotto dei calcoli troppo in grande e non ci sarebbe da stupirsi se Dio finisse col perdere di vista il Papa.

 

Scena VIII

Galileo sta parlando con un monacello.
Il monacello non dice che Galileo non ha ragione bensì si sofferma sugli effetti che possa avere un’indagine libera. Per Galileo gli astronomi sono condotti ad abbandonare le loro ricerche dagli strumenti di tortura di cui dispone la chiesa.
Il monacello è sempre vissuto tra persone povere, che si sono sempre sentite ripetere che l’occhio di Dio è su di noi e che governa il grande “teatro del mondo”. Si chiede come la prenderebbero se andasse a dirgli che vivono su un frammento di roccia e che la Terra non è che un insignificante astro, e se scoprissero che la Sacra Scrittura è piena di errori. Direbbero che su di loro non c’è nessun occhio e che la fatica non è un merito. Galileo è seccato e dice che non si tratta dei pianeti ma dei contadini dell’Agro Romano. Come contentino le autorità ecclesiastiche gli offrono il vino vendemmiato con il sudore dei poveri. Se tacesse sarebbe solo per vivere facilmente, senza persecuzioni. I suoi studi non possono variare a seconda degli interessi della Curia. “La vittoria della ragione non può che essere la vittoria di coloro che ragionano”, tutti devono imparare a pensare. Infine si chiede quanto potrà resistere a parlare solo con i muri.

 

Scena IX

Passano 8 anni.
Virginia parla dell’Inquisitore che le aveva detto che le distanze sono troppo grandi. Galileo sta conducendo delle ricerche sull’idrostatica.”Chi non conosce la verità è soltanto uno sciocco; ma chi, conoscendola, la chiama bugia è un criminale”. Gaffone, il rettore dell’università, porta a Galileo un libro riguardante le macchie del sole. “Se Roma mi ha permesso di diventare famoso è perchè sono stato zitto”. Studia idrostatica perchè non può nuocere alla chiesa, mentre lo studio delle macchie solari potrebbe. Anche la signora Sarti riconosce la pericolosità di guardare “in quel tubo”.
Virginia è sorpresa di veder arrivare Ludovico, e Galileo inizialmente non lo riconosce(guardando il sole con il telescopio si consumano gli occhi). Ludovico dice che padre Clavio teme che i discorsi sulle macchie solari porteranno a riaprire le dispute sul movimento della Terra e riferisce che a Roma il Papa sta per morire e il probabile successore sarà Barberini(“uno scienziato sulla cattedra di Pietro”). Galileo è rincuorato perchè c’è bisogno di uomini come lui che sappiano di matematica. Galileo ama le consolazioni della carne(vino,cibo). Galileo mette da parte l’idrostatica e vuole occuparsi delle macchie solari perchè quando era stato condannato c’era un papa conservatore. La signora Sarti l’aveva già visto ricominciare gli esperimenti in soffitta da due mesi e lo accusa di non volere il bene di sua figlia poiché se Galileo ricomincerà a sfidare la Chiesa, Ludovico non potrà sposare Virginia perchè non può rischiare uno scandalo. Ludovico dice che se i loro contadini venissero a sapere che ormai si possono attaccare impunemente le Sacre dottrine della Chiesa potrebbero essere turbati. Galileo lo accusa di fargli perdere tempo e che potrebbe istigare i suoi contadini a pensare in un modo nuovo e sarebbe disposto a scrivere in volgare perchè ” quella che ci serve è la gente che lavora con le mani”(potrebbero essere gli unici in grado di capire in quanto gli altri ringraziano Dio ma non il fornaio). Ludovico se ne va sconsolato.
A detta del monacello il nuovo Papa sarà illuminato. Galileo è pronto a rimettere tutto in discussione. Aveva capito che Galileo si era rimesso a studiare poiché non aveva riconosciuto Ludovico.

 

Scena X

Scena carnevalesca.
Un cantastorie racconta una storia dal titolo: le tremende teorie ed opinioni del signor Galileo Galilei. Si parla dell’antico ordinamento in cui gli umili dovevano servire i potenti. Però arriva Galileo che dice al sole “fermati” e inverte il sistema poiché ora tocca alla padrona “girare intorno al suo servetto”. Previsioni per il futuro: la pescivendola mangia il pesce che vende, il muratore costruisce la casa al suo signore e poi ci passa lui la vita. Il cantastorie ripete continuamente che con la Bibbia non c’è da scherzare. Alla fine Galilei appare un fantoccio di Galilei di fronte a una gigantesca Bibbia aperta dalle pagine cancellate. Lui è “l’ammazza-Bibbia”.

 

Scena XI

L’Inquisizione convoca a Roma Galileo.
Il rettore Gaffone fa un minimo cenno di saluto a Galileo. Virginia è spaventata poiché potrebbero accusare il suo libro di eresia ma Galileo le dice di smetterla di andare in chiesa continuamente. Mastro Vanni a nome degli artieri è con Galileo poiché la scienza potrebbe fare scoperte utili all’uomo (coltivatore meccanico, libri sull’agricoltura).
In Italia non c’è nemmeno la libertà di guadagnare e tutte le industrie sono con Galileo. Vanni suggerisce a Galileo di fuggire a Venezia, ma Galileo non è fatto per la vita da fuggiasco, poiché gli piacciono le sue comodità. Però pensa di andare a Padova da Sagredo poiché la sua salute lascia a desiderare.
Giunge il Cardinale Inquisitore seguito da Cosmo de Medici. Non è interessato al suo libro ma si vuole sincerare delle condizioni di salute di Galileo, poiché i suoi occhi sono rovinati dal troppo utilizzo del telescopio. Mentre Galileo vuole fuggire con il carro del vetraio, viene tradito dalla Corte fiorentina. Una carrozza della Santa Inquisizione lo sta aspettando fuori perchè deve essere interrogato a Roma.

 

Scena XII

Colloquio tra papa Urbano VIII (ex cardinale Barberini) e l’Inquisitore.
l’Inquisitore dice che è l’inquietudine dei cervelli degli scienziati che li porta a dire che la terra si muove e che le loro cifre provengono solo dal dubbio. Ma ci si può fondare solo sul dubbio e non sulla fede?
L’amore di Barberini per le arti ha portato scontento tra la popolazione, e le persone non capiscono la sua politica soprattutto per quanto riguarda il dissidio con l’imperatore cattolico (Ferdinando II) ed è proprio in questo momento che le persone tirano fuori i cannocchiali. Che cosa succede nel momento in cui tutti credono alla ragione? Nessuno avrebbe più il bisogno di pregare Dio, i servi si ribellerebbero ai padroni. Scrive in volgare per corrompere il popolo. L’Inquisitore accetta però che le carte astronomiche di Galileo vengano commercializzate (interessi economici). Il papa risponde che quelle carte si appoggiano su informazioni eretiche “non si può condannare la teoria e accettare le carte”. La corte di Vienna, a Versailles, potrebbero dire che la Chiesa è diventata “un ricettacolo di marci pregiudizi”. Il Papa sottolinea la sottomissione di Galileo ai piaceri carnali (vino) e Galileo ha mantenuto il patto con il Papa scrivendo che nel suo libro l’ultima parola spetta alla fede. Alla fine l’Inquisitore dice che nel suo libro le teorie di Aristotele sono dette da uno sciocco mentre quelle di Galileo sostenute da uno intelligente. Infine il Papa dice di portare Galileo di fronte agli strumenti di tortura.

 

Scena XIII

I discepoli di Galileo sono in attesa di notizie. Andrea è convinto che non abiurerà mai e che lo uccideranno mentre Federzoni è ottimista perchè Barberini un tempo gli aveva detto “tu ci sei necessario!”. Il monacello dice che non avrebbe mai dovuto abbandonare la Repubblica Veneta. Federzoni preferirebbe morire piuttosto che vedere Galileo abiurare. Mentre al Collegio Romano esaminavano il telescopio, Galileo li pregava di ragionare. Un individuo dice che Galileo dovrebbe abiurare verso le 5. Alle 5 e tre minuti non succede ancora nulla e allora i discepoli si illudono che Galileo abbia vinto, al grido gioso di “la stupidità è sconfitta”. Però all’improvviso si sentono i rintocchi della campana di San Marco, segno che Galileo non è stato dannato. Un banditore legge l’abiura di Galileo. Andrea è furioso “sventurata la terra che non ha eroi!”. Lo stesso Galileo dice che la Terra ha bisogno di eroi.
Infine brano tratto dai Discorsi sulla capacità di sopportare il dolore.

 

Scena XIV

1633-1642: ultimi anni di vita di Galileo in una villa nei dintorni di Firenze.
Galileo è quasi cieco e Virginia è sulla quarantina. Non riesce a vedere delle oche che gli sono state portate. Ha dettato un libro a Virginia. Virginia dice che il suo pentimento è sincero. Entra Andrea, sta andando in Olanda per continuare a occuparsi di scienza. Galileo vive con una “certa comodità” poichè da quando ha abiurato gli è stato concesso di dedicarsi ai suoi studi. L’abiura ha avuto ripercussioni non solo in Italia ma anche all’estero (Cartesio abbandona i suoi studi sulla natura della luce).
Federzoni si è rimesso a limare lenti a Milano. Fulgenzio, il monacello, ha abbandonato la ricerca ed è ritornato alla Chiesa. Galileo ha fatto una copia dei Discorsi che porge ad Andrea. I Discorsi trattano del moto e di alcune sue proprietà che devono essere conosciute. Andrea li definisce “i fondamenti della nuova fisica”. Lui ha abiurato ma ha continuato a lavorare per creare una nuova scienza. Si era semplicemente ritirato da “una rissa politica senza speranza” per continuare il suo lavoro da scienziato studiando le proprietà del moto. Galileo ha abiurato solo perchè il dolore fisico gli faceva paura. “La scienza tratta il sapere, che è un prodotto del dubbio” perciò tende a destare il dubbio in tutti. Il popolo però continua a brancolare nell’ignoranza, fatta di credenze e superstizioni e finchè sarà così non avrà le energie per svelare la verità. La scienza deve “alleviare la fatica dell’esistenza umana”. Bisogna usare la scienza a vantaggio dell’umanità. Galileo si sente in colpa per aver messo la sua scienza a disposizione dei potenti e non merita nemmeno che Andrea gli stringa la mano.

 

Scena XV

Andrea aspetta al confine per vedere esaminati i suoi documenti. Andrea abbandona l’Italia perchè è uno scienziato. In una cassetta (in cui un ragazzino crede ci abbia messo lo zampino il diavolo) ci sono 34 libri che non vengono esaminati per pigrizia.
Termina dicendo “siamo ancora al principio”.

 

One Response to Vita di Galileo – Bertolt Brecht

  1. Annamaria Ruiu ha detto:

    Interessante,divulgativo

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